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09 aprile 2026

Mangiare sano e italiano è sempre più difficile

Cambiamenti nel commercio globale, qualità degli alimenti e rischi della frutta secca importata: cosa sta succedendo

Mangiare sano e italiano è sempre più difficile

Il cibo Made in Italy è da sempre un simbolo riconosciuto in tutto il mondo: qualità, sicurezza, gusto e tradizione sono valori che rendono l’agroalimentare italiano unico. Una vera eccellenza che ha portato alla proclamazione, lo scorso dicembre, della cucina italiana come patrimonio culturale immateriale dell'umanità Unesco.

Ma oggi qualcosa sta cambiando.

 

Il valore del cibo italiano

Mangiare italiano non significa solo scegliere prodotti buoni. Significa affidarsi a una filiera controllata, a normative rigorose e a processi produttivi spesso ancora artigianali.

In Italia, infatti:

  • i controlli sulla sicurezza alimentare sono tra i più severi in Europa
  • la tracciabilità è sempre più efficace
  • la qualità delle materie prime è un requisito imprescindibile

Questo modello garantisce non solo gusto, ma anche tutela della salute.

 

Cosa sta cambiando nel commercio globale

Tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026, l’Unione Europea ha siglato nuovi accordi commerciali con diverse aree del mondo: Mercosur (Sud America), Australia e India.
Mentre già nel 2017 era stato siglato il CETA, un accordo tra Unione Europea e Canada.

Questi accordi hanno un obiettivo chiaro: facilitare gli scambi e aumentare l’import/export, anche nel settore agroalimentare.

Nel concreto:

  • con il Canada sono stati eliminati oltre il 98% dei dazi agricoli
  • con l’Australia verranno ridotti i dazi per prodotti come frutta secca e disidratata
  • con l’India è stato firmato un accordo strategico per intensificare gli scambi
  • con il Mercosur si punta ad aumentare l’interscambio di prodotti agricoli

Questo significa che sempre più prodotti provenienti da paesi extra-UE arriveranno sulle nostre tavole.

Il problema? Non sempre seguono gli stessi standard qualitativi europei.

 

⚠️ Standard diversi, qualità diversa

Molti paesi produttori di materie prime agricole hanno normative meno stringenti rispetto a quelle europee.

Questo può tradursi in:

  • controlli meno rigorosi
  • utilizzo di sostanze non sempre consentite in Europa
  • standard qualitativi meno elevati

Per questo motivo, organizzazioni come Coldiretti stanno chiedendo maggiore attenzione sulla “reciprocità degli standard”, per evitare che prodotti meno controllati entrino nel mercato europeo.

 

Focus sulla frutta secca

La frutta secca è uno dei prodotti più coinvolti in questi cambiamenti.

Paesi come India, Australia e diverse aree del Sud America sono tra i principali produttori mondiali, e con i nuovi accordi sarà ancora più facile importare da queste regioni.

C’è però un aspetto spesso sottovalutato: la distanza.

Molti di questi prodotti devono affrontare lunghi viaggi via nave prima di arrivare in Europa. Durante il trasporto, possono verificarsi condizioni (calore, umidità) che favoriscono:

  • perdita di freschezza
  • degradazione nutrizionale
  • sviluppo di sostanze nocive, come le aflatossine

Le aflatossine sono micotossine prodotte da muffe che possono contaminare alimenti come mandorle, nocciole e pistacchi, rappresentando un rischio per la salute.


Un passo avanti: l’obbligo di indicare l’origine

Dal 1° gennaio 2025 è diventato obbligatorio indicare l’origine della frutta secca sgusciata o essiccata.

Una misura importante, che permette ai consumatori di fare scelte più consapevoli.

Leggere l’etichetta oggi non è più un’opzione: è una necessità.

 

Scegliere consapevolmente è un gesto di attenzione verso la nostra salute

In un mercato sempre più globalizzato, scegliere prodotti italiani significa:

  • avere maggiori garanzie sulla qualità
  • ridurre i rischi legati a conservazione, trasporto e stoccaggio
  • supportare un sistema produttivo più sostenibile e controllato

Mangiare sano non è solo una questione di cosa scegliamo, ma anche di da dove proviene ciò che mangiamo.

 

Il nostro invito

Oggi più che mai, sostenere il Made in Italy è una scelta concreta per la propria salute.

Scegliere prodotti italiani, leggere le etichette e privilegiare filiere corte e trasparenti è il modo migliore per continuare a mangiare bene… davvero.

Mangiare sano non dovrebbe essere complicato.
Ma per farlo, serve consapevolezza.