17 agosto 2026
Scopri le nuove regole che fanno più chiarezza sull’etichetta dell’olio d’oliva

Sapevi che fino a poco tempo fa poteva essere venduto come “olio extravergine di oliva” anche un prodotto ottenuto miscelando olio extravergine e olio vergine?
Meno male che una recente circolare del Ministero dell’Agricoltura stabilisce che le miscele di olio extravergine e olio vergine non potranno più essere vendute in Italia come extravergine. Una novità importante per sapere cosa acquistiamo.
Olio extravergine e olio vergine sono entrambi ottenuti direttamente dalle olive attraverso procedimenti meccanici, senza processi di raffinazione. Ma appartengono a due categorie qualitative differenti.
L’extravergine è la categoria superiore: deve rispettare parametri chimici e organolettici più rigorosi, avere un’acidità non superiore allo 0,8% e non presentare difetti percepibili all’assaggio.
Per l’olio vergine sono invece ammessi un’acidità fino al 2% e alcuni difetti organolettici entro i limiti stabiliti dalla normativa.
Queste differenze si riflettono anche sul prezzo: quello dell’olio vergine è decisamente inferiore rispetto all’extravergine pertanto il suo utilizzo in miscela consente di contenere sensibilmente il costo del prodotto finale. È uno dei motivi per cui, quando acquistiamo un olio a basso prezzo, è importante leggere attentamente l’etichetta e verificarne anche la provenienza, soprattutto nel caso delle miscele di oli di origine comunitaria.
Sì. Ed è proprio qui che nasce un’ambiguità poco conosciuta dai consumatori.
La normativa europea non vieta espressamente la miscelazione tra olio extravergine e olio vergine. Fino ad oggi, quindi, una miscela dei due poteva essere commercializzata come extravergine se il prodotto finale rispettava i parametri previsti per questa categoria.
Una possibilità che poteva però risultare poco trasparente: leggendo “olio extravergine di oliva” sull’etichetta, il consumatore è naturalmente portato a pensare che tutto l’olio contenuto nella bottiglia appartenga alla categoria superiore.
Con la circolare n. 0347821 del 16 luglio 2026, il Ministero dell’Agricoltura ha deciso di fare chiarezza: in Italia una miscela di olio extravergine e olio vergine dovrà essere classificata ed etichettata come olio vergine, cioè nella categoria inferiore.
L’obiettivo è rendere più trasparente l’informazione in etichetta e permettere a chi acquista di sapere con maggiore certezza quale olio sta portando in tavola.
Le miscele già confezionate ed etichettate come extravergine prima della pubblicazione della circolare potranno comunque essere commercializzate fino all’esaurimento delle scorte…
L’olio extravergine di oliva che noi di Vivi al Naturale abbiamo selezionato è davvero extravergine, di altissima qualità, ottenuto solo da olive coltivate direttamente dal produttore, a garanzia di elevata qualità e trasparenza.
Dunque, solo olive siciliane Biancolilla e Nocellara coltivate negli uliveti della Tenuta Macconi di Acate (RG): dalla pianta alla bottiglia, l’intera filiera è sotto il controllo diretto del produttore.
Una scelta che per noi significa trasparenza, affidabilità, garanzia sull’origine e sulle proprietà dell’olio che portiamo nelle vostre tavole: profumato, equilibrato e di indiscussa qualità.